VENITECI A TROVARE NEL NUOVO BLOG!

L'avventura con la prima edizione di X Factor è finita da un bel pò ma noi, come nessun altro, abbiamo continuato a tenervi informati sui talent.

Adesso, però, grazie al Casting Tour è iniziata la seconda stagione di X Factor.

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domenica 14 settembre 2008

Antonio Marino contro Amici e Giusy!

Raccontaci la prima estate dopo il tuo personale successo a X Factor
È stata sicuramente l’estate per certi versi più difficile dei miei ultimi dieci anni. Sono stato costantemente in tour, per Radio Italia e altre emittenti, girando praticamente locali e club di tutta Italia.

La risposta del pubblico?
La gente è sempre stata calorosissima con me. Il riscontro è quindi stato molto buono, anche mi sono esibito rigorosamente sempre dal vivo, e le persone, che sono più intelligenti di quanto nell’ambiente discografico si pensi generalmente, hanno apprezzato. E sottolineo: ‘dal vivo’. Non come alcuni miei colleghi cantanti di X Factor…

Ti riferisci per caso alla nuova eroina delle vendite, Giusy?
Giusy, sia chiaro, non mi dispiace come cantante. Ma il problema è un altro. In Italia funzioni, come artista, solo se rientri in una logica di imitazione di qualche cantante o fenomeno artistico già ampiamente collaudato, magari all’estero. E, nel caso di Giusy, la somiglianza con quell’artista anglosassone, per non dirne il nome, non è solo evidente. È imbarazzante.

Però il suo successo le sta aprendo prospettive professionali davvero notevoli…
Lo so, ammetto di non essere stato per niente oculato, in certi miei comportamenti. Effettivamente, se devo ammettere un errore di strategia nella mia partecipazione al talent show di X Factor, riconosco di non aver saputo mediare su certe mie posizioni. Detto molto schiettamente: forse sì, ho parlato troppo, mi sono esposto troppo anche emotivamente. Ho pianto, ho polemizzato, ho accusato. Insomma, non sono stato per niente calcolatore. Ma io sono così come mi avete visto in trasmissione. Tale e quale. E passionale fino all’osso.

Una linea, la tua, che comunque ti consente di uscire con il tuo primo album personale…
Sì, dovrebbe arrivare a ottobre. Il titolo non è stato ancora definito. Il mio sarà un album molto ‘black’. Per dare un’idea efficace, mi proporrò come una specie di Giorgia in versione maschile. In Italia è un genere che non va ancora tantissimo, ma che si è ritagliato la sua bella fetta di pubblico, che apprezza il bel canto, un mix tra cantautorato e vocalità.

Ci saranno anche inediti, o solo cover?
Ci saranno sia canzoni nuove che cover di Giorgia e Pino Daniele. I testi di ben tre pezzi li ho scritti io personalmente. Voglio cantare dei problemi che si hanno quando, appartenendo a una determinata condizione sociale, ti ritrovi a imbatterti in qualche ostacolo di troppo cercando di ‘scalare’ qualche gradino, inseguendo i tuoi sogni. In uno di questi, poi, ho portato all’interno di una canzone un problema che ho vissuto personalmente, e che mi sta a cuore. Quello dell’eccesso di penso, dell’obesità. Un problema che non mi ha interessato solo da un punto di vista privato, ma anche per quanto riguarda la mia carriera da cantante.

A che cosa ti riferisci, in particolare?
Ad Amici, dove mi hanno scartato la bellezza di quattro volte. Sempre all’ultima selezione, poi… Sono certo di una cosa: il mio peso, il fatto che fossi evidentemente fuori forma, mi ha penalizzato. Specie al fianco dei personaggi che poi abbiamo visto in trasmissione, non sarei stato così ‘televisivo’. Ho visto Marco Carta nell’ultimo provino che ho fatto. E devo dire: ok, un timbro interessante, ma niente di così stratosferico come si è voluto far credere. Però il suo personaggio è emblematico di come si cercasse, probabilmente, un tipo di prodotto. Che magari, perché no, piacesse tanto alle ragazzine.

Qual è il tuo pensiero, col senno di poi e soprattutto dopo il successo che stai comunque riscontrando?
Forse è stato giusto così. Non fermandomi ad Amici, ho trovato una mia strada con X Factor. E forse, con il senno di poi, io per Amici ero già troppo ‘professionista’, avendo già avuto occasione di lavorare, per esempio, in alcuni musical.

E a Simona Ventura che vuoi dire?
Che personaggio… Lei è incasinatissima ma riesce sempre a dedicarmi qualche momento. Una persona molto concreta, diretta, leale, vera. Ed è un personaggio di livello che sicuramente potrà darmi una mano. È stata carinissima ultimamente, ha voluto che le inviassi il singolo per sentirlo in anteprima. Mi ha sorpreso per il suo grande senso di protezione. Sembra severa e rigida, a volte, ma durante X Factor si è dimostrata anche molto ‘materna’ con noi ragazzi. Sempre pronta a tutelarci.

Pare che lei ti volesse anche sull’Isola dei famosi. È vero?
Lei mi avrebbe voluto, sì, ma diversi motivi non lo hanno permesso. Intanto, io tra poco sarò impegnato nella promozione del mio album, proprio in concomitanza con l’Isola. Ma non è solo una questione di tempi. Non è permesso, in Rai, prendere parte a due reality nello stesso anno. Quindi, diciamo anche che la questione è stata chiusa sul nascere. Ma ho apprezzato molto che lei abbia pensato ancora una volta a me.

Che cosa pensi in generale dei talent show?
Ovviamente non posso che pensarne bene, visto che mi hanno portato a fare le cose che sto affrontando ora. Il problema è che, in Italia, il talent show sembra aver assunto un ruolo troppo decisivo, agli occhi degli aspiranti giovani artisti. Negli Stati Uniti è solo una delle possibilità per presentarsi al mondo dello spettacolo e della musica. Il talent show, in Italia, regala ai concorrenti una popolarità televisiva che fa da zoccolo duro, una volta prodotto il disco, per le vendite. Offrendo qualche garanzia in più a chi deve investire.

Ultima domanda. A chi vuoi dedicare, ora, questa tua rivincita?
Sicuramente a mio padre, che purtroppo è scomparso l’anno scorso.

giovedì 31 luglio 2008

Aram: "Il successo non ci ha cambiati"

Sono stati i vincitori della prima edizione di 'X-Factor', ma nell'animo sono rimasti i quattro ragazzi del Salento legati alla loro terra e alle proprie famiglie. Parola di Antonio Maggio, il componente più giovane degli Aram Quartet, appena 21 anni. "Il successo non ci ha cambiati anche se la nostra vita è stata radicalmente stravolta. In realtà siamo quelli di sempre - spiega - ma ovviamente adesso siamo perennemente in giro, divisi tra la promozione dell'album e le date del tour".

Quando vi sieti presentati al provino pensavate di arrivare alla fine e... di trionfare?
"Ci speravamo, ovviamente. Ma non ce l'aspettavamo, anche perché musicalmente come gruppo siamo nati pochi mesi prima della trasmissione".

Un'operazione nata a tavolino?
"No, al contrario. Prima che un gruppo noi siamo quattro grandi amici: è questo che ci caratterizza rispetto ad altre formazioni, in cui prima è nato il legame professionale poi quello umano. Ognuno di noi aveva un trascorso artistico da solista alle spalle e ha portato questo suo background".

A proposito di background, avete età diverse e sicuramente la vostra formazione sarà stata differente.
(interviene Raffaele Simone) "Parlo io che sono il veterano del gruppo (34 anni, ndr) e ho attraversato più periodi musicali degli altri. L'età non è mai stata un limite: i due Antonio e Michele sono grandissimi, hanno un'ottima elasticità che permette loro di calarsi perfettamente nello stile del brano che stiamo affrontando. Penso che lo abbiamo dimostrato anche durante lo show in tv".

(parla Michele Cortese) "Comunque è vero, ognuno di noi ha un bagaglio musicale differente: per me è il rock, Antonio Maggio viene dal pop, Antonio Ancora dal funky jazz mentre Raffaele ha le sue radici nella musica leggera".

Come vi siete trovati con Morgan e a misurarvi con brani famosi, come il successo di Alice?
(Raffaele Simone) "Morgan è una specie di meteora che passa e scompiglia tutto. Con noi la scintilla è scattata nell'ultimo provino a Milano quando è venuto fuori con gli occhi lucidi e ci ha detto che ci avrebbe fatto cantare Bohemian Rapsody. A lui ci lega un rapporto di grande stima e affetto reciproco. Per quanto riguarda 'Per Elisa', invece, pensiamo di aver mantenuto intatto lo spirtio del testo: è un messaggio sociale che trascende il tempo, è una denuncia contro la droga e la dipendenza che crea".

A un ragazzo che vuole farsi strada nel mondo della musica che consigli dareste? Di presentarsi a un talent-show televisivo?
(Michele Cortese) "Prima di approdare in televisione noi abbiamo fatto tanta gavetta tradizionale: esibizioni in locali, feste, concerti dal vivo. E' chiaro che 'X-Factor' è stato un ottimo trampolino di lancio per noi, ma la gavetta serve sicuramente a formarti le ossa. D'altronde tutti i partecipanti alla trasmissione avevano trascorsi importanti, questo si è visto nell'attenzione che il format ha prestato alla qualità della musica".

Cosa ne pensate di internet? Molti nuovi volti vengono da lì...
(Antonio Ancora) "L'obiettivo oggi è comunicare e, da questo punto di vista, la rete rappresenta una vera conquista. E' un mezzo diretto e democratico perché non obbliga a mediazioni: è un canale valido per proporre la propria musica e la propria arte senza dover sottostare alle imposizioni di case discografiche o alle scelte di palinsesto di radio e televisioni".

E qual è il vostro rapporto con il web?
(Michele Cortese) "Abbiamo un profilo su myspace molto aggiornato (www.myspace.com/aramquartetofficial), mentre il sito è ancora in fase di allestimento".

(Antonio Ancora) "Abbiamo 5 o 6 forum di nostri fan con cui interagiamo quasi quotidianamente. Anzi internet ci consente proprio questo: di essere sempre in contatto con il pubblico, di coglierne gli umori e di confrontarci".

Qn.quotidiano

venerdì 11 luglio 2008

L'intervista ai Cluster fatta da Soundsblog

Cluster

Vi siete chiesti come mai avete avuto successo dopo X Factor? Non è solo una questione di esposizione televisiva, Tony Maiello docet.

Abbiamo avuto la grande fortuna di avere Morgan e Gaudi, che ci hanno lasciato grande libertà negli arrangiamenti. E’ quella libertà che ci ha permesso di portare un tipo di musica molto particolare, poco diffusa in Italia, come l’”a cappella” o più in generale lo stile jazz che ha dei connotati molto complessi. Siamo contenti. Si dice che il pubblico vuole solo cose pop. Non è vero. La gente vuole solo cose nuove. E’ la freschezza che ci ha premiato.

Che stimoli differenti vi da la cover rispetto ad un brano inedito?

La musica a cappella, che in America e in Europa è molto diffusa, vede la cover non come un semplice rifacimento di un brano, ma ha il suo fulcro nell’arrangiamento. E si punta su quello. In un pezzo inedito si guarda al testo, al messaggio. La cover è un esercizio tecnico, un divertimento.

Altri duei nomi grossi sono usciti da questo programma: Giusy Ferreri e gli Aram Quartet. Che feedback artistico potete darci dal vostro punto di vista?

Gli Aram sono un’altra cosa molto fresca. Sono innanzitutto quattro fantastiche persone, e poi anche quattro fantastici cantanti. Una voce come quella di Michele ne nasce una ogni cento anni. La loro vittoria è stata più che meritata. Cantano sempre a quattro voci, una cosa che non si vede spesso nella musica italiana oggi.

E Giusy?

Giusy è assurda. Io la amo. Sono innamorato di lei. Quando l’abbiamo vista cantare “Remedios” mi sono detto: “Ma come cazzo canta questa qua?”. Lei è così come la vedi: genuina, carina, strana. Ma è fantastica, è una delle persone più buone che abbia mai conosciuto. E quando canta viene fuori ed è bellissimo. Con le canzoni che scrive lei, riesce a darti tutta se stessa con una musicalità molto semplice.

“Cement”, il vostro primo cd, mostra un volto cupo, poco energico. Un modo di proporsi molto diverso da quello presentato ad X Factor. Cosa è cambiato nel frattempo?

Questo disco è stato registrato due anni fa e alcune pezzi tre anni fa, eravamo tutti giovanissimi. Abbiamo registrato questa cosa con il computer di casa mia con il microfono e la scheda audio del pc. In questo disco sento tutto l’entusiasmo che c’è solo nel primo disco. Volevamo metterci dentro tutte quelle cose armoniche e tecniche che ci esaltassero. Con un obiettivo di ricerca. Ci siamo concentrati nel dire cosa ci piace, non c’è energia, non c’è un messaggio umano.

Una carta di identità, quindi.

Esatto.

Progetti futuri?

Per entrare ad X Factor abbiamo dovuto firmare de contratti che ci legano un pochettino le mani, ma siamo molto contenti dell’evoluzione delle cose. Abbiamo una marea di concerti. Sarà un’estate molto ricca, una vera figata.

Ambizioni artistiche?

La cosa che ci preme è oggi la messa in opera di uno show potente e completo musicalmente frutto della nostra crescita, dovuta anche alle persone che ad X Factor ci hanno seguito e motivato. Anche con gli stessi membri del gruppo, siamo cresciuti molto vivendo assieme, imparando a sopportare l’un l’altro il lato umano.

Parliamo del nuovo disco.

Siamo molto curiosi di capire come andrà questo Ep (Enjoy the silence, ndr) perché con “Cement” c’entra ben poco. Al di là dello stile, che è simile, abbiamo cambiato le tecnologie di registrazione. E’ un disco davvero potente, e lo dico con molta umiltà, nel senso che quando ho sentito il master finale ho detto: caspita!

Magari è complice il fatto di non registrare più a casa vostra ma in un vero studio.

No, no. Abbiamo sempre registrato tutto a casa mia. Siamo poverissimi. (ride)

Soundsblog


venerdì 27 giugno 2008

Ilaria: "Non sono l'anti -Giusy"

Ilaria debutta con il suo "Suono Naturale". Un cd autobiografico, dalle sonorità pop, con 8 inediti e 4 cover, con il quale l'artista cagliaritana prova a raccontarsi in musica, senza filtri, e con la voce emozionante che l'ha portata fino alla finale di X Factor. Che sia l'anti-Giusy Ferreri? "No. Siamo diverse, ma non fate paragoni", dice a Tgcom. E tra Mara Maionchi, Morgan e Simona Ventura non ha dubbi: dalla torre butta SuperSimo.

Una passione per la musica nata in tenera età, tanto studio, numerose esperienze con gruppi musicali. L'esperienza in note di Ilaria è ricca di sfide personali, concorsi musicali (Nel 2004 ha vinto il Festival di Castrocaro) infine, il talent show di Simona Ventura.

Come sei arrivata a X Factor e come hai vissuto questa esperienza?
Su internet e in tv ho visto la pubblicità del programma e mi sono iscritta ai provini. All'inizio pensavo di non essere stata presa: fuori dagli studi dicevo che era andata così così. Invece poi, quando ho saputo di esser stata scelta, son scoppiata di gioia. All'inizio, l'esperienza televisiva non è stata facile. Per me era una novità, non ero abituata alle telecamere e Simona Ventura mi criticava di continuo. Ero insofferente. Poi ci ho fatto l'abitudine e ho apprezzato ogni istante passato insieme ai miei compagni d'avventura. Ho rubato qualcosa ad ognuno di loro. Per me è stato importante soprattutto sul piano umano.

Sei uscita in semifinale, mentre la vittoria è andata agli Aram Quartet. Tu chi avresti fatto vincere?
Sono felicissima del mio risultato, pensavo di non superare la prima puntata. Tanto che nella valigia avevo solo vestiti pesanti, convintissima di non averne bisogno. Fortunatamente mi sbagliavo. Per quanto riguarda gli Aram, devo dire che facevo il tifo per loro. Meritavano questo successo. In Italia manca un gruppo come loro e se lavoreranno con determinazione faranno strada.

Il tuo approccio alla musica è cambiato dopo il talent show?
No. Sono la stessa persona, forse un'artista più consapevole. Sono cresciuta molto, umanamente e artisticamente. Ora non temo più le telecamere, so tenere un palcoscenico, mi sento sicura. Le critiche della Ventura sono servite a qualcosa!

SuperSimo non ti ha dato tregua. Ma su una torre tra Mara, Morgan e lei, chi butteresti?
La Ventura, è scontato. Ma non per le divergenze tra noi. Le ho superate e non porto certo rancore. Solo che lei rappresenta la tv, qualcosa di distante da me. Mara e Morgan simboleggiano rispettivamente la discografia e la musica, i miei due mondi.

Hai instaurato un buon rapporto con Emanuele, Tony, gli Aram e I Sei Ottavi, che ringrazi anche nella cover del cd. Descrivili con un aggettivo.
Emanuele è dolce e semplice, con l'animo da poeta, Tony è ingenuo, gli Aram sono l'emblema della pazzia e dell'euforia, i Sei Ottavi sono la solarità fatta persona.



Uno dei fenomeni di X Factor è Giusy Ferreri. Voi siete molto diverse. Ti senti l'anti-Giusy?
Che siamo due opposti è evidente. Amiamo generi differenti e, con tutta probabilità, siamo seguite da pubblici diversi. Non facciamo paragoni. Credo invece che ognuna segua la propria strada e che, a modo suo, possa trovare il successo che cerca. Nessuna rivalità!

Ora lanci il tuo nuovo cd "Suono Naturale". E' un lavoro fortemente autobiografico. Come nasce?
"Suono Naturale" è una raccolta di brani che parlano di me, del mio modo di approcciarmi lla vita e alla musica. E' un modo per presentarmi al pubblico, senza filtri e con le sonorità con cui mi son fatta conoscere a X Factor. Pop e tanto sentimento sono due degli ingredienti. Inoltre ci sono le cover di "Oceano" (di Lisa), "Snow in the Sahara" (di Anguun), "I don't Know" (di Noa) e "La voce della luna" di Alex Baroni. "Suono Naturale" è anche il titolo del primo singolo: è la mia preferita, quella in cui mi esprimo al meglio, con eleganza, semplicità e spontaneità. I brani sono scritti da Viti e Capasso, due persone che mi conoscono bene. Ma sto già scrivendo qualcosa di mio, spero per il prossimo cd.

Un futuro da cantautrice, quindi. C'è qualche artista che ammiri particolarmente?
Mi piace molto Noa, con le sue sonorità tradizionali e la sua bellezza speciale quando canta. Vorrei diventare come lei, che quando canta ha come un'aurea magica intorno. E' il vero fascino dell'artista, quello che emerge mentre interpreta un brano. Poi non mi dispiacerebbe collaborare con qualche grande artista, magari Cammariere così elegante e raffinato nel suo approccio alla musica.

Parteciperesti al festival di Sanremo?
Magari! Credo sia una tappa importante per qualsiasi artista. Sarebbe davvero importante per me, chissà che magari già l'anno prossimo possa provarci.

La visibilità televisiva ti ha regalato tanti fan, ma anche dei detrattori...
(Ride, ndr) Qualcuno mi ha anche soprannominata "Ilagna"! Posso capire che a qualcuno la mia interpretazione drammatica e malinconica porti a dire ciò. Rido sopra a queste cose. In realtà sono una persona solare, ma quando canto mi viene spontaneo tirar fuori il lato più melanconico di me. Sono fatta così!

Nei forum c'è chi dice che tu abbia cancellato il tuo Myspace, perchè c'era scritto che avevi un contratto con la Sony e temevi l'eliminazione. E' vero?
No. Avevo solo un'opzione di contratto, come tutti. In realtà l'ho cancellato perché nella sezione eventi c'era scritto che avrei partecipato a X Factor, mentre la produzione aveva detto di non dirlo...Ho provato a toglierlo, ma non ci son riuscita, così ho detto addio allo spazio, anche se a malincuore. Avevo un sacco di contatti!

Tgcom

lunedì 16 giugno 2008

Ironia e talento: ecco i Cluster

Sono emersi a X- Factor con la cover di "Don't you worry 'bout a thing" di Stevie Wonder, i Cluster seppur eliminati dal programma hanno lasciato il segno. Morgan ha detto: "Si deve imparare da loro". E Nicola, Iwen, Letizia, Erik e Luca ringraziano. "Nel nuovo disco ci saranno inediti in italiano scritti da noi più qualche cover". La band si è esibita al Blue Note mostrando ironia e talento. Il prossimo appuntamento? L'Umbria Jazz l'11 luglio.

Morgan ha detto a X- Factor che da voi c'è tanto da imparare. Vi imbarazza questo complimento?
Erik: Sicuramente ci fa molto piacere e siamo anche molto imbarazzati. Penso che dobbiamo ancora imparare molto sia da lui che da tanti altri musicisti. Noi facciamo del nostro meglio.

Mara Maionchi vi ha fissato un appuntamento per produrvi?
Luca: Ci siamo incontrati, ma abbiamo parlato con lei di altri progetti e non di un secondo disco dei Cluster. Ci ha proposto di lavorare come arrangiatori per altri cantanti, ad esempio Silvia Aprile che è stata una concorrente di X- Factor.

Cosa potete anticiparci del nuovo lavoro discografico?
Luca: Stiamo lavorando al secondo disco di inediti originali, anche in italiano visto che abbiamo sempre cantanto in italiano, e cover. E' ancora presto per parlare di data di uscita e distribuzione, ma ci stiamo lavorando dal momento che le canzoni sono pronte e dobbiamo solo inciderle.
Erik: Sarà molto diverso da "Cement" che abbiamo inciso nel 2006 (e che è balzato in testa alla classifica iTunes). Delle cover ci saranno sicuramente quelle che abbiamo fatto a X- Factor. I brani saranno scritti da tutti.

Liwen e Letizia, vi conoscete da moltissimo tempo. Da piccoline facevate parte di un coro. Cosa ricordate della prima volta in cui vi siete incontrate?
Ilaria: Io mi ricordo perfettamente di Liwen, lei aveva otto anni e io undici e cantavamo per la "Carmen" di Bizet. Me la ricordo completamente pazza e mi aveva colpito.
Liwen: Forse perché ero cinese (ride, ndr).
Ilaria: Ma no per quello è che avevi un atteggiamento diverso rispetto agli altri bambini! Poi ci siamo reincontrate dopo molti anni, dovevo accompagnarla al pianoforte per un concorso lirico e l'ho riconosciuta subito. Dopo quell'episodio le ho proposto di far parte dei Cluster.

C'è uno 'zingaro' nel gruppo ossia Nicola, vero nome Nikolaos. Nato in Danimarca, vissuto fino a 18 anni in Grecia e poi in Italia. Come mai hai deciso di venire nel nostro Paese?
(Con accento albanese, ndr) Non avevo posto dove abitare, ho trovato una nave per caso, sono arrivato in Italia e ho conosciuto mia madre perché era scomparsa (ride, ndr). Scherzi a parte, mia mamma è di Cagliari e l'ho raggiunta dopo aver vissuto con mio padre in Grecia e mi sono trasferito in Italia con tutta la mia famiglia. Io ho iniziato a suonare con Luca e fondato un gruppo...

Quel gruppo suonava musica rock, Luca cosa ti è rimasto di quell'esperienza da rocker?
Io sonuovano pianoforte, batteria e basso e ci cimentavamo con le cover dei Led Zeppelin i Deep Purple. Ci siamo poi evoluti con la fusion e e il jazz. Del passato del rockettare mi è rimasto lo stile della batteria vocale, che poi ho utilizzato per i Cluster.

Aprirete Umbria Jazz 2008, una sorta riconoscimento ufficiale dopo quattro anni di lavoro. Non vi spaventa quel palco?
Luca: Siamo entusiasti di essere ad Umbria Jazz che fino a poco tempo fa mi sembrava inarrivabile, lo scorso anno ero li da spettatore e sarà sicuramente un grande onore per noi essere lì.

Tgcom

martedì 10 giugno 2008

Aram Quartet, il sogno è realtà

Si sono formati solo un anno e mezzo fa. E in così poco tempo hanno conquistato X-Factor con il singolo inedito scritto da Morgan e Gaudi "Chi (Who)". Abbiamo incontrato Michele Cortese, Antonio Maggio, Antonio Ancora e Raffaele Simone ossia gli Aram Quartet. Il gruppo pubblicherà un disco di cover e "con calma" uno di inediti. Non hanno come priorità Sanremo e sul successo con le donne dicono: "Ci sappiamo difendere da bravi salentini!".

Quanto è cambiata la vostra vita in questi giorni e cosa vi ha colpito della notorietà?
Antonio: Sappiamo che cambierà tantissimo la nostra vita d'ora in poi. Ancora non ce ne rendiamo conto perché è passato poco tempo della vittoria. Di certo abbiamo poco tempo per dormire rispetto alla nostra 'vita precedente'.

Ad X- Factor tra voi non c'è stata proprio alcuna rivalità?
Michele: Può sembrare ipocrita ma purtroppo e per fortuna la magia dell'esperienza che abbiamo vissuto è che tra di noi non c'è stata alcun tipo di rivalità nè competizione accesa. Forse perché X-Factor ha visto in gara concorrenti completamente diversi l'uno dall'altro. Non c'era proprio nulla da invidiare tra di noi proprio per gli stili diversissimi che erano presenti in gara. Anzi sono nate amicizie molto forti.

Cosa potete anticiparci del nuovo disco?
Raffaele: Il primo che uscirà tra poco conterrà le cover che abbiamo interpretato in questi mesi in trasmissione. Con Morgan intendiamo continuare la collaborazione, ma non sarà comunque il nostro produttore. Non lo ringrazieremo mai abbastanza per tutto il lavoro che ha fatto con noi.

Ci sarà anche un disco di inediti?
Antonio: Stiamo procedendo per gradi. Prima uscirà il disco di cover. Poi cominceremo a lavorare su qualcosa di nostro.
Michele: Il lavoro sulle cover è per proporre da subito qualcosa di nostro, non per carenza di idee ma per abbondanza di idee. In quanto dobbiamo riordinare tutto il materiale per scegliere il meglio da incidere sul disco di inediti.

Giusy, nella nostra intervista, ha detto che vuol andare a Sanremo. E' anche il vostro obiettivo?
Antonio Ancora: Per ora vogliamo concentrarci sul progetto di inediti per esprimere la nostra creatività compositiva. Sanremo per noi sarebbe un bel sogno, ma solo uno degli obiettivi. Ma per ora non ci stiamo pensando.

Avete detto "Le donne truccate non ci piacciono". E' vero?
Antonio: In realtà è una leggenda che circola in fatto di gusti sugli Aram Quartet (ride, ndr)...
Michele: L'ho detta io quella frase ma la cosa è stata estesa al resto del gruppo. Come anche la voce che ci accomuna la passione per il calcio. Io ad esempio il calcio non lo seguo proprio!

Chi rimorchia di più?
Antonio: Non c'è una classifica vera e propria. Da buoni salentini veraci abbiamo passione per il genere femminile.
Michele: Ci difendiamo!
Antonio: Raffaele è noto per essere 'inseminator' anche per un fattore anagrafico e perché ha più esperienza di vita (ha 34 anni, ndr).
Raffaele: Si dice 'chi semina non sempre raccoglie', i miei compagni mi seguono a ruota ma non sempre con gli stessi risultati (ride, ndr).

Avete ricevuto tanti giudizi positivi, ma c'è qualche critica negativa che vi ha colpito in particolar modo?
Antonio Ancora: Mara Maionchi durante la trasmissione ci aveva criticati per l'esecuzione di un brano dei Beach Boys. A questa è seguita una settimana di riscatto e dopo l'esibizione Mara ha detto che ci voleva produrre. E' stato un bellissimo complimento.
Michele: Elio, purtroppo nell'ultima puntata, ha sollevato problemi tecnici che avevamo avuto dopo la prima esibizione dell'inedito e ci ha rimproverati. Ma è stata una critica che ci ha arricchiti.

Tgcom

mercoledì 4 giugno 2008

Giusy: "E ora un disco con Tiziano"

E' la vincitrice morale di X-Factor, le vendite in digitale la vedono prima in classifica con "Non ti scordar mai di me", scritta da Tiziano Ferro e Roberto Casalino. Sensuale, simpatica ma anche timida e riservata. Le mille anime di Giusy Ferreri a Tgcom. "A giugno uscirà un disco di cover - anticipa l'artista- poi arriverà il mio album di inediti a cui lavorerà anche Tiziano. Il mio obiettivo? Il Festival di Sanremo".

Com'è nata l'idea di cantare "Non ti scordar mai di me"?
Roberto Rossi, direttore artistico della SonyBmg, ha sentito i miei lavori e nel frattempo mi aveva detto che erano arrivate delle proposte 'dall'esterno' che potevano adattarsi a me. Così un pomeriggio mi ha presentato Fabrizio Giannini (manager di Tiziano Ferro, ndr) che mi ha portato "Non ti scordar mai di me". Dopo qualche giorno sono andata a registrarlo e il risultato mi è piaciuto molto.

Ma tu nasci come cantautrice?
Assolutamente sì. Non sapevo di arrivare fino in finale. Ho partecipato a questo concorso con l'obiettivo di propormi come cantautrice. E' da tempo che sto percorrendo questo percorso con risultati però altalenanti. Quello che propongo è una scrittura molto personale, con una identità particolare e varia...

Ti sei sentita limitata proponendoti come interprete?
No perché finché ci sono delle collaborazioni, queste rappresentano per me una grande crescita artistica e umana.

La tua immagine è molto diversa da quando hai cantato "Il party", il tuo primo singolo in cui c'erano molti riferimenti sessuali ed eri estremamente sexy...
Quel testo era ricco di doppi sensi e giochi di parole per provocare. Era una canzone del 2005 l'avevo inciso con il primo nome d'arte, Gaetana. Stavo lavorando ad alcune mie canzoni ad un certo punto mi hanno detto che il mio repertorio era 'non di facile ascolto', non 'orecchiabile'. Così mi hanno proposto una base musicale che aveva delle sonorità anni '80, solari. In quel caso ho voluto giocare facendo la sexy e non prendendomi sul serio, sono piaciuta.

Infophoto

Ma la vera Giusy è più vicina a "Il party" o a "Non ti scordar mai di me"?
E' vicina a tutte e due, ma ancora lontana da quello che è veramente.

Stai lavorando a un disco?
Ho il mio progetto personale di inediti, dovremo rivalutare alcuni miei pezzi anche con l'aiuto di Tiziano Ferro e Roberto Casalino. Ma non escludo ci possano essere anche altri autori coinvolti nel lavoro.

Qual è il tuo stato d'animo attuale?
Mi ritengo fortunata perchè alla fine sono arrivata ugualmente al cuore delle persone e spero di avere la possibilità di poter andare avanti con le collaborazioni. Magari potrò stupirmi di me stessa con proposte anche molto diverse dal passato.

Vuoi andare al Festival di Sanremo?
In quel caso mi piacerebbe presentare un mio inedito, tutto musica e parole. Visto che non l'ho potuto fare a X-Factor magari lo farò sul palco dell'Ariston.

Sempre con l'aiuto di Tiziano Ferro?
Magari per gli arrangiamenti, mantendendo un filo conduttore vicino al mio mondo musicale.

Tony ti ha criticata sia per il tuo modo di cantare e anche perché cercavi sempre le telecamere con manie di protagonista. Cosa rispondi?
Lo smentisco categoricamente. Appena sono entrata a X-Factor ero terrorizzata dalle telecamere, preferisco di gran lunga esibirmi dal vivo sul palco. Sono una persona poco pronta ad interviste, se mi vedete ridere sempre è perché mi imbarazzo un casino.

Come sei riuscita a superar questo imbarazzo?
Con l'aiuto dei Seiottavi che mi dicevano 'Tu sei qui per farti conoscere non fuggire dalle telecamere'. Per questo qualche volta ho fatto un po' la scemotta in alcune situazioni.

Come quando hai ballato nel loft una sensuale danza sulle note dei Doors?
Avevo bisogno di scaricarmi è stata come valvola di sfogo perché ti manca la vera libertà...

Sei prodotta, come i vincitori Aram Quartet, dalla SonyBmg. Quando potremo sentire il tuo disco?
A fine giugno uscirà una raccolta di cover e poi verso settembre, ma credo più probabilmente verso il 2009 per tentare la carta del Festival di Sanremo, un album con metà canzoni mie e l'altra metà scritte da Tiziano con Roberto Casalino.

Tgcom

venerdì 30 maggio 2008

Atu pe tu con... Tony

Hai terminato la tua avventura a un passo dalla vittoria...come ti sei sentito?
Benissimo, sono molto contento soprattutto perche' ho sentito la mia canzone in radio.
Te l'aspettavi cosi' quest' avventura?
No assolutamente, l'ho vissuta giorno per giorno.
Cos'e' stato per te X FACTOR?
Sicuramente un' esperienza di vita.
Con chi degli altri TALENT hai piu' legato?
Ilaria ed Emanuele.
La piu' grande difficolta' che hai dovuto affrontare?
Adattarmi alla situazione. Inizialmente, con tutte quelle telecamere nel loft, non mi sentivo a mio agio.
Qual e' il piu' bel ricordo di X FACTOR?
Il ricordo piu' bello di X Factor sara' sicuramente l' amicizia con i ragazzi con cui ho convissuto fin' ora.
Cosa cambieresti della tua esperienza di X FACTOR?Niente.
Come e' stato il tuo rapporto con Mara?
Bellissimo! Spero di rimanere in contatto con lei.
Come e' stato il tuo rapporto con Nicolo'?
Come con Mara, spero di poter lavorare con lui in futuro.
Cosa pensi di Morgan e Simona?
Sono sempre stati molto corretti nei miei confronti e quando mi criticavano avevano ragione.Inizialmente ci rimanevo un po' male con Simona per la questione della bellezza, ma poi si e' "calmata".
Quale canzone avresti voluto che ti venisse assegnata?
"I Wish"di Stevie Wonder. L'avrei dovuta cantare nella seconda manche, ma sono stato eliminato.
Chi o cosa ti e' mancato di piu' in questo lungo periodo lontano da casa?
La mia famiglia.
Pensi che questa esperienza ti abbia in qualche modo cambiato o modificato qualche lato del tuo carattere?
No, sono entrato che ero una persona umile con dei valori e mi sento uguale al primo giorno.
Cosa ti porti a casa?
Sicuramente gli apprezzamenti del pubblico. So che i giornali hanno parlato di me e mi davano per favorito e questo mi ha fatto estremamente piacere.
Pensi di possedere l' X FACTOR?
Ho scoperto il mio X Factor a X Factor, scusate il gioco di parole ...
Ci puoi anticipare qualcosa del tour estivo di X Factor?Per adesso non so ancora niente.
I tuoi progetti per il futuro?
Sicuramente continuare su questa strada, quindi tanta tanta musica.

lunedì 19 maggio 2008

Intervista agli Aram Quartet...

Aram QuartetEcco l'ultima intervista fatta dal sito Tvblog ai cinque semifinalisti di X factor... oggi tocca agli Aram Quartet!

Amati e apprezzati dal pubblico: voi vi piacete?

Raffaele: Sì, non staremmo insieme altrimenti. Il nostro progetto è anche precedente a X Factor. Non ci piacciamo comunque completamente: abbiamo ancora molte cose da imparare.

Antonio M: Quando abbiamo deciso di unire le nostre carriere da solisti in un unico progetto, sicuramente conoscendoci da moltissimi anni, sapevamo quali erano le capacità di ognuno di noi e sapevamo quanto potevano rendere assembrate. Non si fa una cosa se non si ha la convinzione che possa funzionare.

Michele:Chiaramente la dimostrazione d’affetto del pubblico ci dà sempre maggiore sicurezza. Ci piacciamo sicuramente più di prima perchè abbiamo maggiori consensi.

Antonio A: Ci piacciamo, insieme. Singolarmente ognuno di noi non avrebbe sentito la forza e l’energia che sentiamo quando siamo tutti e quattro insieme. Ovviamente fa piacere il riscontro del pubblico, perchè il motivo che ci ha portato qua era proprio la voglia di esprimere la nostra potenza corale. Siamo felicissimi che questo piaccia al pubblico.

Michele: Il progetto Aram Quartet è un progetto neonato, c’è tantissimo da migliorare. E siamo qui per questo.

In merito alle recenti polemiche con i Sei Ottavi, quanto è importante il ruolo di Morgan all’interno di X Factor?

Antonio A: Morgan ha avuto il merito di forgiare il nostro sound. Quando siamo arrivati qui non avevamo una precisa identità musicale. Quindi Morgan è stato bravo ed intuitivo nel trovare un percorso musicale che potesse far esprimere al massimo la nostra vocalità. Che ci permettesse di arrivare anche in maniera più diretta a tante persone.

Michele: Penso che sarebbe importantissimo continuare questa collaborazione anche al di là di X Factor e intraprendere con lui un percorso che ci possa averlo da guida spirituale e musicale.

Antonio M: Sicuramente gli Aram senza l’ausilio di Morgan non avrebbero trovato tutti i pareri positivi che hanno avuto loro ad X Factor.

Nella sua classifica personale Morgan ha messo i Cluster come i migliori artisti del programma. La cosa non vi ha disturbato?

Michele: Sicuramente i Cluster sono cinque grandissimi professionisti, sono pluri-diplomati in conservatorio, quindi sicuramente dal punto di vista tecnico erano superiori a tutti i gruppi vocali che si sono presentati qui ad X Factor. Morgan in tutta questa professionalità ha dato una nota di originalità nel loro progetto. Ancora non c’è ancora un progetto simile a quello dei Cluster. Per questo a sponsorizzato il loro progetto.

Antonio A: Morgan è consapevolissimo che ogni gruppo ha una sua identità musicale. Quindi nonostante l’arrivo dei Cluster noi non abbiamo minimamente fatto un paragone tra noi e loro, anzi. Abbiamo assorbito da loro tantissimo, abbiamo imparato molto. Pur consapevoli di essere due identità musicali completamente diverse. Morgan non ci ha tolto assolutamente nulla. Anzi, in queste settimane ha continuato a seguirci come ha sempre fatto e in maniera equa secondo me, con tutti i gruppi. Non ci dimentichiamo l’energia che ha dedicato ai 4 sound, agli FM e agli stessi Sei Ottavi, quindi penso che il suo lavoro sia andato anche al di là di quello che è il suo ruolo di capitano.

Quindi i Sei Ottavi erano solo presi dalla rabbia.

Raffaele: A dir la verità noi non abbiamo nemmeno percepito questa cosa. Lo abbiamo saputo indirettamente. Conoscendo i Sei Ottavi, mi sento di dire che sono dei grandissimi artisti e oltre tutto hanno delle qualità umane singolarmente forti, hanno all’interno un arrangiatore molto bravo. Probabilmente sarà stato il momento. Morgan ha fatto tantissimo per loro, con canzoni e arrangiamenti che loro potranno sicuramente utilizzare valorizzando quello che già facevano, allargando il loro campo di azione.

Antonio M: Questo i Sei Ottavi lo sanno benissimo e sono grati a Morgan. Può sembrare che con un minuto di dichiarazione che viene montato in puntata che i Sei Ottavi ce l’hanno con Morgan o che Morgan si è risentito. Non è assolutamente così. Perchè noi ci abbiamo vissuto due mesi e sappiamo benissimo che la stima che Morgan ha nei loro confronti è quanto loro siano grati a Morgan e quale tipo di rapporto si è instaurato anche dal punto di vista professionale sia grande. Molto probabilmente continuerà anche al di là di questo programma.

Ilaria Porceddu è…?

Antonio A: Bellissima
Raffaele: Sensibilissima
Antonio M: Emozionante
Michele: Ispirata

Se non foste in gara chi vi piacerebbe che vincesse?

Antonio M: Non ti nascondo che gli Aram Quartet fin dall’inizio hanno individuato in Emanuele e Ilaria due persone con cui avrebbero voluto concludere questa esperienza. Tutti e tre abbiamo avuto la fortuna di arrivare in semi finale. Sicuramente ci farebbe enormemente piacere se uno dei due vincesse X Factor, perchè se lo meriterebbero davvero.

Antonio A: Anche dal punto di vista umano sono due persone davvero umili, anche se inizialmente non so se ti ricordi, Ilaria non ha avuto un impatto facile, specialmente con Simona. Poi sicuramente il pubblico non ha fatto faticato a capire che è una ragazza di una bellezza e di una semplicità estrema, non solo dal punto di vista professionale ma anche umano.

Michele: Artisticamente hanno tanto da dire. Con le cover riescono ad emozionare, figuriamoci quante emozioni hanno da dare con le loro canzoni.

Raffaele: Con loro abbiamo già avuto modo di “scambiare” artisticamente in sensibilità e in musica. Con Ilaria abbiamo avuto modo di duettare al Blue Note. Loro due sono sicuramente i nostri preferiti. Anche Tony ha delle grandi capacità umane. Bisogna considerare che Tony è molto piccolo, è anche il fatto che sia riuscito a resistere in una condizione non vantaggiosa è importante, perchè chiudersi qua dentro 24 ore su 24 non è facile. In particolar modo per un ragazzo così giovane. Ed è una persona molto sensibile.


Quali sono gli artisti che vi hanno fatto venire voglia di cantare?

Michele: Un artista particolare da dirti non ce l’ho. Uno soltanto sarebbe limitativo. Posso dirti il periodo storico: il rock degli anni ‘70, i cantanti più significativi del rock progressive di quegli anni. Dal rock Italiano della Premiata Forneria Marconi, Le Orme, ai New Trolls, ai Led Zeppelin, Deep Purple. Poi voci significative della storia della musica mondiale che mi hanno formato vocalmente sono Stevie Wonder e Ray Charles. Un artista che stimo molto oggi della scena musicale italiana è Francesco Renga.


Antonio M
: Se Michele è più sulla sfera del rock, io sono all’opposto, anche se ho sempre ascoltato un po’ di tutto. La mia anima è più pop, sicuramente. Fare dei nomi sarebbe un attimo riduttivo. Ti posso dire che anche io ho amato tantissimo Stevie Wonder, Robbie Williams. In Italia ti posso fare i nomi di Franco Battiato, Alex Baroni.

Raffaele: Ho iniziato ad ascoltare musica molto giovane e dei cantautori italiani: De Andrè, Baglioni, Battisti in particolare. Poi crescendo ho iniziato un po’ deviato. Tra gli artisti italiani di oggi mi piace molto Finizio, nel mainstream Daniele Silvestri che per me è molto originale e Neffa.


Antonio A
: Io rispondo in modo un po’ paradossale. Torno alla radice della domanda che mi hai fatto. La voglia di cantare io non credo che sia dovuta ad un’artista che ascolti. Almeno nel mio piccolo, credo sia un’esigenza primordiale che ho dentro da quanto sono nato. Gli artisti che ho ascoltato mi hanno dato una direzione. I miei ascolti adolescenziali, giovanili ci sono i Queen, c’è Battiato. Tra l’altro “Per Elisa” è stata realizzata nell’anno in cui sono nato. Mia madre mi raccontava che la cantava quando ero nella pancia. Questo è forse uno dei motivi che mi ha fatto nascere cantante. E’ una cosa che avevo già dentro. E poi negli anni gli ascolti mi hanno portato ad affinare il mio stile. Di italiano apprezzo tutt’ora Battiato, Silvestri, ma anche Pino Daniele, Alex Britti il progressive anni ‘70, il jazz, sono generi che in maniera più o meno influente mi hanno aiutato a forgiare un mio stile.

Guardate la televisione?

Michele: Le Iene. Io non guardo molto i film, il cinema. Anni ‘60: Antonioni, Fellini, sono un amante di quel cinema lì. I programmi televisivi di oggi non mi invogliano moltissimo a guardarli. Sono un amante soprattutto dei film. Programmi musicali sì, anche per aggiornarmi in quello che c’è nel mondo della musica.

Raffaele: Anche io guardo i programmi musicali ma anche ciò che riguarda le scienze, i documentari. E’ sempre un uso molto mirato quello della televisione.


Antonio M
: Quando sono a casa, la guardo volentieri la tv. Qualche programma in particolare no. Nel tempo libero comunque la guardo.


Qual è la cosa che vi ha insegnato il vostro vocal coach Gaudi?

Michele: Noi più che vocal coach lo definiamo “General coach”, perchè è anche preparatore spirituale.


Spirituale: torna spesso questo termine.

Michele: Sì, perchè un po’ lo siamo noi, un po’ lo abbiamo trovato nei nostri preparatori. La cosa che concretamente ci ha dato un grandissimo aiuto sulla pronuncia inglese, solo per dire una cosa banalmente concreta. Poi, per il resto, ci ha dato troppo. Ci sarebbe troppo da dire.

Antonio A: Ci ha dato certamente un grande metodo di lavoro. Essendo una persona molto precisa, puntigliosa, come anche noi siamo, ci ha dato il modo di valutare e di ascoltare i pezzi e di gestire le discussioni tra di noi. Ha fatto spesso da mediatore, ci ha dato molto anche a livello umano.

Mi fate un bilancio generale di questa esperienza?

Antonio M: Al di là del fatto che siamo un progetto neonato, credo che X Factor rimarrà l’esperienza più significativa per gli Aram Quartet. Sicuramente dal punto di visto professionale grazie a Morgan e Gaudi il nostro percorso ha preso una svolta anche culturale. Affrontando periodi storico e musicali che non avevamo mai ben conosciuto. Speriamo di poterlo concludere. Abbiamo potuto condividere questa esperienza con dei grandi artisti dalle quali sono nate anche delle collaborazioni.

Abbiamo visto che avete scritto anche delle canzoni. Una grande intesa, quindi.

Antonio M: Non esagero dicendo che sono nate delle grosse amicizie. Personalmente non credevo a questi rapporti che nascono dalla televisione. Sinceramente questa esperienza mi ha smentito. Credo che dopo questa esperienza con alcuni avremo davvero sicuramente modo e piacere di coltivare l’amicizia nata qui ad X Factor.

Vi sentite i Pooh del nuovo Millennio?

Raffaele: Assolutamente no, per noi i Pooh sono solo un grandissimo esempio.

Antonio M: Non ci permetteremmo mai.

Raffaele: Hanno 40 anni alle spalle di grande carriera e hanno dimostrato di essere ancora ad un livello altissimo. Dall’altro lato riconosciamo alcune cose che riguardano il nostro modo di cantare.

Antonio A: .Il nostro impatto sonoro è tipicamente italiano e si avvicina al loro modo di intendere la vocalità. Un modo semplice, immediato e diretto. Non ci paragoneremmo mai nè per esperienza musicale nè per qualità artistica, perchè è ancora tutto da dimostrare.

Raffaele: Noi abbiamo ricevuto da loro dei gran complimenti. Questo già ci basta.

Antonio M: Io ho avuto mio padre che è sempre stato un fan sfegatato dei Pooh fin da piccolo, ha avuto il piacere di ascoltare quasi tutto. E ritrovarmi vicino a loro sul palco, nella prima sera nella quale mio padre è venuto in studio, è stato un momento particolarissimo per me. Essere paragonati a loro mi sembra quasi una bestemmia. Noi ci metteremo tutto l’impegno possibile e immaginabile per fare qualcosa di musicalmente serio.


Chi è il più provolone dei quattro?

Antonio M: In realtà tutti e quattro, in quanto grandi buongustai del genere femminile.

domenica 18 maggio 2008

Intervista a Tony...

Tony MaielloContinuano le interviste di Tv blog...

Quanto ci si guadagna e quanto ci si perde ad essere un cantante “bello” e “gigione”?

Oggi la bellezza è uno dei fattori che la gente guarda, purtroppo. Lo dico perchè quando si è molto bravi e non c’è l’aspetto fisico la persona viene penalizzata. Io non credo di scegliere canzoni, come dice la Ventura, “gigione” (gigione è inteso come termine di potenziale resa del brano, enfatizzato e accentrato sul proprio personaggio, quindi di natura ruffiana, ndk). Ho cantato tutti i generi: sono passato dal soul all’r'n’b, il rock. Ho fatto un po’ di tutto. La canzone “gigiona”, secondo me non esiste nemmeno. Tutto è musica. Cerco di essere il più possibile versatile. Ad essere “belli” probabilmente ci si guadagna la possibilità di fare esperienza.

E come ti stai trovando dentro questa esperienza?

Sono un cantante abbastanza giovane. Io la sera uscivo con gli amici a bere una birra e adesso mi ritrovo a firmare autografi. La strada è comunque ancora lunga. Questo programma ti da un successo che è tra virgolette. Nel senso che è un punto di inizio e non d’arrivo.

Mi fai un ritratto personale di Mara Maionchi?

Mara Maionchi io la vedo come una mamma. E’ stata una mamma musicale in questo periodo, insieme a Nicolò Fragile. Mi hanno fatto conoscere la musica, mi hanno fatto conoscere questo tipo di vita. Mara è molto simile a mia madre: quando mi deve dare uno schiaffo me lo dà, quando mi deve dire bravo me lo dice. Una madre musicale, però. Perchè nessuno può prendere il posto di mia madre.

Cosa è cambiato nella tuo percorso qui?

A livello tecnico, quando sono arrivato qui avevo problemi di pitch e di tuning (variazione di frequenza sulle note e personalizzazione della voce, ndk). Non prendevo le note in maniera molto precisa. Con Nicolò abbiamo lavorato molto su questo.

Cosa c’è di diverso tra X Factor e Amici di Maria De Filippi, secondo te?

La differenza è innanzitutto di natura tecnica: qui si canta, ad Amici invece si deve ballare e recitare, anche. La mia esperienza ad Amici non è stata molto bella. Perchè, quando ho fatto il provino mi è stato detto: “Ti sei emozionato troppo, non hai saputo gestire l’emozione”. In quell’occasione avrebbero dovuto vedere il mio talento, non solo se c’era emozione. Chiunque si emoziona, anche i grandi si emozionano. Sono un ragazzo alle prime armi. E’ abbastanza normale. Per questo X Factor è molto più adatto a me di Amici. Perchè mi piace molto il musical, però io voglio cantare, fare cd. Amici invece ha altri sbocchi. Poi riflettendoci ho pensato che forse è stato un bene che non ci sono entrato.


Un divario solo tecnico, quindi.

No, è anche un divario qualitativo. Sinceramente ho visto i cantanti di quest’anno e non mi sono piaciuti. Per esempio Maria Luigia, è una voce comunissima. Ti dico una banalità: teneva la mano attorno alla capsula del microfono. E’ la prima cosa che viene insegnata ad un cantante. Per la qualità Amici non è come X Factor.

Se non fossi in gara chi vorresti che vincesse?

Te ne direi tre, perchè ho avuto modo di conoscerli anche a livello umano. Se ti devo dare un nome, dico Emanuele. Perchè credo se lo meriti più di tutti, perchè è quello che ha fatto più esperienza. Anche se un membro degli Aram è più grande di Emanuele, sono un gruppo comunque giovane nel complesso. Un gruppo come gli Aram in Italia ancora non si è mai visto, mentre Emanuele fa rock, un genere che potrebbe piacere più facilmente.

Ipotesi: ti propongo una parte di rilievo in una fiction. Un po’ come è accaduto a Matteo Branciamore, avresti la possibilità di fare musica usando il mezzo televisivo. Accetteresti?

Bhè dipende. Forse sai che ho ricevuto da poco una proposta di provino per una nota casa cinematografica. Quindi mi sono detto: “Io adesso sto facendo il cantante, poi dopo si vedrà se potrò fare qualche altra cosa”. Io prima facevo teatro, e prima di cantare andavo a scuola di recitazione. Io non cantavo. Poi mi è stato detto: “Vai a scuola di canto!”. Mi sono deciso e ho fatto un corso di otto mesi. Così è nata la passione per la musica.

Quindi lo faresti?

Prima studiavo e cantavo. Oggi potrei anche cantare e recitare, fare cinema. Mi piacerebbe


Quali sono le tre cose più importanti che hai imparato qui ad X Factor?

Ti dico una cosa che non ho imparato: l’umiltà. Mi comporto qui esattamente come mi comporto fuori da qua. Ho imparato a confrontarmi con gli altri ragazzi, scambiare idee, scrivere canzoni con altre persone. Poi ho imparato a gestire il palco e l’emozione. Durante le prime esibizioni avevo proprio la voce che tremava. Se vedi le ultime due, le ultime quattro. C’è stata un’evoluzione in questo senso. A livello umano ho capito che il mondo dello spettacolo non è così sporco come dicono. Non ho trovato ancora problemi sul mio cammino, nessun compromesso, nessuna cosa del genere.

Qual è stato il momento più bello in assoluto della tua vita personale?

Quando è nata mia sorella. Ho visto questa nascita e ho cresciuto mia sorella, perchè i miei genitori lavoravano.

Mi racconti un po’ l’esperienza dei provini?

Son arrivato ai provini tramite la tv e internet. Ho visto la pubblicità: “Canti sotto la doccia? Allora non ci servi!”. E io mi sono detto: “Io canto al piano bar, non sotto la doccia”. Sono andato al provino con un mio amico, Salvatore, che purtroppo è stato scartato al primo turno. Al primo provino ho portato un brano di Ricky Fantè. L’autore mi ha detto: “Cambia canzone, prima che ti eliminino”, così ho cantato “Cinque giorni” e l’autore aveva una scheda di valutazione con scritto “Freak” (il corrispondente di talento incompreso, ndk), “Talento” e un’altra cosa. Mi ha fatto una battuta negativa per poi dirmi: “No dai, scherzo che sei bravo, vatti a fare la foto”. Poi sono andato a fare il provino davanti ai tre giudici.

Quindi c’è stata una scrematura, prima dei tre giudici.

La scrematura vera è quella di Amici.

Continua.

Quando ho fatto i provini con i tre giudici, Mara ha detto di sì, Morgan ha detto di sì dicendo che assomigliavo a Micheal Jackson e la Ventura ha fatto i soliti apprezzamenti: figo, bravo, sei bello. Ho ringraziato e me ne sono andato. Poi il bootcamp è stata una cosa bellissima: ho conosciuto altre persone. Lì è stato bello perchè non facevo altro che origliare dalla porta per sentire i commenti di Mara. Io fumo cinque sei sigarette al giorno, ma in quell’occasione mi finivo i pacchetti da 10. C’erano tutte queste persone brave, e io che dicevo: “Guarda come cantano!”. Riuscivano a fraseggiare cantando canzoni conosciutissime. Ho deciso di cantare un brano poco conosciuto di Baroni, “Speriamo”, come alternativa a brani molto famosi.

Decidevi le canzoni all’ultimo.

Sì, le decidevo all’ultimo momento. Quando ho fatto il provino davanti ai tre giudici avevo persino il foglio in mano. Mi piaceva “No One” di Alicia Keys, ma non sapevo nemmeno come facesse. Così ho inventato dei fraseggi al volo e leggendo il testo. Stessa cosa per il brano di Baroni, ho sbagliando anche le parole. Poi all’ultimo provino ho fatto”Falling”, la canzone che mi ha permesso di entrare. Ho scelto ancora una volta un brano che non conoscevo benissimo, non andando sul sicuro cantando “Cinque giorni”.

Tuo padre è diventato una sorta di personaggio ad X Factor. Come vedi questa sua presenza?

Ormai qua ha l’abbonamento, qui in Rai lo conoscono tutti. Ha regalato a tutti il mio braccialetto con i santini. Sta sempre qua. Da quando ho fatto vedere sti bracciali, tutti gli addetti ai lavori e i ragazzi della casa gli hanno chiesto se lo portava anche a loro. E’ venuto con un pacco pieno e li ha regalati anche al pubblico. Lui è un grande, perchè mi è stato sempre vicino. Lui prende la macchina o l’aereo da Napoli e viene sempre qui. Quando lo vedono non dicono: “Sei il figlio di Tony”. Quando vedono me invece dicono: “Sei il figlio del parrucchiere”.

Morgan: "X Factor ha riportato il senso di fare musica"

Ecco una intervista realizzata da La Repubblica, a Morgan, il cantante ora giurato nella trasmissione di RaiDue X-Factor che, molto lentamente sta ritagliandosi un suo pubblico fedele che potrebbe incrementarsi nella prossima stagione; stagione in cui X-Factor è stato confermato dalla direzione di rete, insieme alla presenza di Mara Maionchi che ha già dato il suo assenso per la sua simpatica presenza. Morgan aveva già sbottato nella scorsa puntata. Il pubblico gli appare "musicalmente ignorante", troppo dedito ai fenomeni e poco attento ai veri talenti. E, proprio in questa intervista, rincara la dose, confermando l'affetto che l'artista ha nei confronti di questa trasmissione.
Di "talent show" è pieno il mondo. Ma un programma come "X-Factor", in onda il martedì su RaiDue, non è proprio come tutti gli altri. Non foss'altro perché c'è Morgan, musicista e "cantautore" che, a sorpresa, è diventato il fulcro della trasmissione, attorno al quale ruotano discussioni, sorprese, scontri addirittura, tutti con un unico tema, la musica. «Sì, "X-Factor" riporta il senso del far musica a una passione, riaccende interesse e una curiosità che si era un po' dimenticata», tiene a dire Morgan. «La musica nel concetto di tv generalista non c'è più, la musica è il playback, non c'è l'idea che possa arrivare un musicista e occupare uno spazio con la musica». E invece ad "X-Factor" avviene. Certo, il tutto avviene nella logica di una gara, di una selezione di giovani talenti, che ha il suo lato "reality" pomeridiano, ma che non mette in primo piano altro che la musica.
È stato sorpreso quando l'hanno chiamato per "X-Factor"?«Quando mi hanno chiamato l'ho ritenuta una cosa un po' bizzarra. In Inghilterra "X-Factor" è un programma che ha un grande peso discografico, sforna artisti che hanno una reale capacità di diventare dei veri punti di riferimento, si colloca discograficamente in maniera ambiziosa. Quando ho conosciuto gli autori ho visto che il programma poteva essere fatto come in Inghilterra, senza cedere all'italianità dell'imbarbarimento da cruciverbone. Allora ho detto "ci vado". Io in realtà ho cominciato un po' con i piedi di piombo, con un pizzico di pregiudizio, perché è pur sempre tv. Ma più andavo avanti più capivo che volevano che io fossi io, avevano bisogno di un atteggiamento serio rispetto alla musica. E questo mi piace».
E piace ai musicisti...«E' una trasmissione che piace ai musicisti, agli addetti ai lavori, io lo faccio rappresentando la categoria, mi sento il delegato della musica. Cerco di esser musicalmente me stesso, seguendo i miei gusti, facendo le cose belle contro le cose brutte, musica contro spettacolo. Cerchiamo un connubio tra popolarità, eleganza e musicalità, cose che possano essere sia colte che pop. L'anelito, il modello, quello a cui tutti i musicisti leggeri dovrebbero puntare, è quello di vendere dischi senza fare brutta musica. Ed è questo che va insegnato, non tanto guardare quello che va su Mtv».
Con lei litigano volentieri sia Mara Maionchi che Simona Ventura.
«Si, mi accendo molto, perché la musica è tutto per me. Se mi toccano la musica e la condizione del mercato italiano, divento una iena. Nella musica italiana il novanta per cento degli investimenti sono sbagliati, e dato che la responsabilità è di gente come Mara o come Simona, allora m'arrabbio. È una discussione passionale, molto infervorata».
E il rapporto con i ragazzi?«Evidentemente soffri con loro, fai quindicimila provini, ne scegli quindici, hanno un'eccellenza, che sia di ordine canoro o compositivo. Sono proprio bravi, amano molto la musica, tutti sono appassionatissimi, vogliono avere la possibilità di farla».
Il suo "socio" Gaudi deve lavorare molto con i gruppi vocali?«È difficile gestire i gruppi vocali, non c'è repertorio, dobbiamo prendere i brani e trasformarli, adattarli. Ho scelto Gaudi perché è un eccellente musicista, la musica la ama, la fa e la produce».
Ernesto Assante

sabato 17 maggio 2008

Intervista ad Ilaria...

Ilaria Porceddu

Continuano le interviste di Tvblog... ecco quella di Ilaria...

Chi era Ilaria prima di X Factor?

Era una ragazza che si divideva, e si divide ancora, tra musica e studio. Perchè oltre a lavorare nel mondo della musica studio all Sapienza “Arti e Scienze dello Spettacolo”. Nel momento in cui sono libera riesco a gestire le due cose.


Conti di continuare a studiare finito X Factor?

Sono al secondo anno, e intendo laurearmi al più presto.

Cosa vogliamo dire a chi da mesi ormai porta avanti una campagna che ti vedrebbe come vincitrice certa? Con tanto di titoli di canzoni: “Suono Naturale”, “Il contatto”, “Io ce la farò”…

Alcuni di questi brani sono dei provini inediti per Myspace. Seconda cosa non sono raccomandata, assolutamente. Sono stata presentata a Sanremo, tutto è andato male, quindi è finito tutto là. Non è successo niente. Niente contratto, quindi. Sono qui per tentare di averne uno.

E’ un pazzo, quindi.

Su Internet girano notizie, le cose si modificano. Ci sono cose allucinanti, ma ero consapevole che andando in televisione sarei stata messa davanti a critiche. Carne da macello, quindi possono dire qualsiasi cosa. Voglio chiarire che questo discorso non è assolutamente vero, che non sono raccomandata e che non c’è nessun contratto alle spalle, ma un’opzione di contratto che purtroppo è andata male. Quindi è finito tutto là.

Quello che mi stai dicendo è uscito, ma c’è forte persistenza.

Queste persone non conoscono tutte le faccende burocratiche. Un contratto è un contratto. Un’opzione di contratto è una cosa diversa.

Spesso parli del tuo mondo musicale, in cui vuoi far entrare il tuo pubblico. Ma cosa ci sarà mai dentro questo tuo universo personale?

Dentro questo mondo ci sono io, quello che sono. La mia terra, sicuramente, i miei valori, la mia famiglia, i luoghi dove sono cresciuta. Poi: non ci sono delle cose ben precise, sono tanti punti che hanno formato me come persona e come artista. Il mio mondo musicale ha dei connotati di introversione. Sono stata molto criticata per il mio carattere, perchè mi piace molto cantare e suonare solo per me.

Sei un’intimista pura, diciamo.

Bhè non pura, perchè mi piace condividere con il pubblico. Ne stiamo parlando con Mara per aprirmi di più, perchè il pubblico vuole questo contatto, il superamento di questo intimismo. Però ho visto che anche il mistero è qualcosa di affascinante. Non penso di doverlo cancellare del tutto dalla mia persona. Perchè io sono fatta così, questa sono io. Sicuramente smusserò qualche angolo, mi piace comunque essere come sono.


Se non fossi in gara chi ti piacerebbe che vincesse?

Emanuele Dabbono.

Chi sono gli artisti che ti hanno fatto venire voglia di cantare?

Guarda, ci sono tanti artisti. Io sono cresciuta con la musica di De Andrè, Battisti, Tenco. Comunque artisti cantautori. E poi tanti artisti e musicisti degli anni ‘60 ‘70 come Janis Joplin. La mia cultura musicale è varia però sempre molto particolare.

Nel pop non ti piace nulla?

Io ascolto tutto, non ho un cantante preciso di cui sono fan. Per esempio, di Lisa mi piace “Oceano”, “Sempre”. Ho ascoltato le sue canzoni e sono queste quelle che mi sono piaciute di più.

Guardi la tv?

Sì, guardo la tv e mi piace guardare tutto. Guardo prevalentemente programmi Rai, non per essere di parte: ti spiego. Non guardo i reality, non mi piace questo genere. Preferisco programmi di cultura. Guardo Rai Educational di mattina, programmi sui viaggi.

Cosa c’è che non va nei reality?

Non ho interesse a guardare la vita di qualcun altro. Penso alla mia.

Qual è la cosa più importante che ti ha insegnato il tuo vocal coach Nicolò Fragile?

Ci ha sempre detto fin dall’inizio: “Presentatevi come cantanti, credete in quello che state facendo. Non siete venuti qua per imparare. Se siete arrivati qua è perchè siete dei cantanti”. La fiducia in se stessi ti aiuta in un palco del genere, di fronte a tantissime persone e davanti alla critica che ti può distruggere.


Un bilancio dell’esperienza X Factor fino a questo momento?

L’altro giorno ho rischiato il ballottaggio. Ho rivissuto mentalmente tutta l’esperienza fatta fin qua. Quando sono entrata, credo si sia visto, ero molto scettica. Non stavo bene: vivere con 30 persone sconosciute, sempre sotto le telecamere, con persone che ti dicono quello che devi fare, dove devi andare, senza telefono. Comunque la tua vita è in mano a delle persone, ad un’organizzazione molto più grande di te. Quindi ho perso la mia libertà, i miei contatti. Mi è stato tolto tutto, c’era solo la musica. Musica decisa sempre da qualcun altro, in fin dei conti. Però piano piano abbiamo cominciato a legare tantissimo. Le cose si sono rilassate tanto e devo dire che rifarei questa esperienza altre cento mila volte. Le persone che ho incontrato sono così genuine, semplici. Ognuno di noi ha qualcosa di particolare, e questa esperienza nel vivere assieme è stata bella, perchè ognuno ruba qualcosa a qualcun’altro. Emanuele mi ha dato questo, Tony mi ha dato questo, gli Aram mi hanno dato quest altro, rubando da ognuno qualcosa. Sono cresciuta moltissimo.

Crescita umana. Non scontro, quindi.

Non c’è assolutamente scontro, non c’è timore degli altri, non c’è invidia. Noi siamo contenti, ognuno fa bene il suo lavoro. Ci vogliamo davvero bene. Non è come se fossimo in un albergo e venissimo poi qua solo per scontrarci. Vivere insieme ti porta necessariamente a imparare a voler bene una persona. A conoscere tutti i suoi difetti.

Durante la scorsa puntata ti sei emozionata molto. Sentivi di rischiare molto?

Ero sicurissima di uscire. Perchè ho sempre pensato che se fossi finita in ballottaggio con un gruppo e avesse dovuto decidere Simona, sarei uscita. Perchè comunque c’è sempre stato questo suo parere mi sono detta: “Se decide Simona, io vi lascio”.

Il pubblico ti vede un po’ seriosa. Sai raccontare barzellette?

No, io non le conosco, assolutamente. Non sono seriosa, è che ho dei momenti di concentrazione, ormai il pubblico lo sa: sembro una perfettina, antipatica che sta sempre per i fatti suoi ma non è così.

venerdì 16 maggio 2008

Intervista a Giusy...

Giusy Ferreri X Factor

Dopo l'intervista a Emanuele, sempre su Tvblog, ecco l'intervista a Giusy...


La particolarità del tuo canto è naturale o una costruzione tecnica?

Il mio modo di cantare deriva da una serie di influenze musicali raccolte nel tempo.

Cosa pensa Giusy quando viene paragonata ad Amy Winehouse?

Timbricamente siamo diverse ma simili, può esserci qualcosa di paragonabile nella tecnica. Ho notato che alcune sue influenze musicali sono quelle che ho appreso anche io. Billie Holiday, Sarah Vaugan, Patti Smith. Loro fanno parte del mio bagaglio solo in parte. Poi ho ricevuto comunque altre influenze.

Come ti sei trovata nell’inserimento in X Factor in medias res?

E’ stata una sorpresa, è molto strano averla vissuta da fuori, vederla come qualcosa di irraggiungibile e poi viverla. In un contesto che sembra quasi surreale.

Qualche difficoltà nell’accoglienza con i ragazzi o con lo staff del programma?

Sono stata accolta molto bene, è stata una splendida accoglienza. Deriva dal fatto che ci siamo trovati in un momento della trasmissione in cui erano presenti tutte persone piuttosto mature, quindi mi sono inserita molto bene.

All’occhio del pubblico appari come una ragazza piuttosto enigmatica e probabilmente lo sei. Ci puoi confidare quantomeno cosa pensi prima dell’esibizione sul palco e subito dopo?

Subito prima dell’esibizione mi carico emotivamente, anche a seconda del filmato che viene mandato prima. Quel momento ti da molta energia. Adesso arrivo sul palco e dico: “Vado sul palco e do tutta me stessa”. Ovviamente c’è anche una questione di emozione e quella devo dire che nella prima esibizione ti smorza un attimino le sinergie. Alla fine l’applauso del pubblico ti carica e cosa succede? Che all’esibizione successiva sei ancora più carica. Allora lì viene una cosa un po’ più esplosiva.

Quindi alla fine sei contenta delle tue esibizioni.

Nelle seconde esibizioni le cose vanno meglio. C’è maggiore concentrazione e meno il fattore emotività. A grandi linee non mi sembra di fare degli errori gravi. Sono tranquilla, perchè ho la mia padronanza e la mia tecnica. Ci possono essere dei piccoli errori, sbavature di intonazione. Ma sono cose poco gravi ai fini dell’esibizione.


Guardi la televisione?

Io guardo la televisione, ma non ho interesse tanto per i programmi. Faccio tanto zapping e la guardo spesso di notte.

Quindi non c’è nulla che ti piaccia particolarmente?

Mi piace guardare i programmi musical: All Music, Mtv, la rotazione musicale. Se mi capita di vedere il telegiornale lo vedo altrimenti leggo le notizie su internet. Se c’è un programma che cattura la mia attenzione lo guardo, ma non seguo nessuna trasmissione specifica che ha un orario definito.

Il mercato discografico è spesso oggetto di discussione ad X Factor. Cosa pensi della situazione italiana oggi?

Fino a qualche tempo fa le case discografiche potevano permettersi di investire budget maggiori sulle novità e questa cosa viene meno per colpa di errori precedenti. Investimenti sbagliati ma non solo. C’è un problema legato al fatto che molti giovani oggi scaricano la musica, e ovviamente anche questo arreca danno alle case discografiche.

Tre aggettivi per descrivere il tuo vocal coach, Michele Fischietti?

Tranquillo…

Non si direbbe.

Sì, sì è una persona molto serena. Poi: pignolo ed esigente.

Che ruolo hanno gli autori del programma all’interno del tuo percorso qui?

Li vivo come un confronto, come una possibilità di confronto. Che in questa occasione per me è una vera fortuna. Mi è molto utile.


C’è una cosa che il pubblico non sa di te?

Visto che molte persone vedono in me una certa solarità e il sorriso sul palco, potrebbero scoprire che quando verrò fuori con i miei pezzi racconto un mondo molto malinconico, sofferto, oscuro e a volte anche aggressivo.

giovedì 15 maggio 2008

Intervista ad Emanuele...

Emanuele Dabbono

Ecco l'intervista fatta da Tvblog ad Emanuele Dabbono..

Per molti partecipanti al talent show sei il papà morale di questo X Factor: a chi hai insegnato qualcosa e da chi hai imparato?

Devo dire che non mi sento il papà morale di nessuno qui dentro, perchè anche se non sembra perchè sono uno dei più grandi vengo coccolato qui dentro dagli altri. Posso dirti che penso di aver lasciato un buon ricordo ai 4 sound, gruppo eliminato nelle prime puntate. Con loro siamo rimasti ancora in buoni rapporti. Ho imparato da tutti: un po’ di sicurezza dagli Aram, un po’ di dolcezza da Ilaria, un po’ anche di determinazione da Tony che anche se ha 19 anni. E’ uno che ha le idee molto chiare su quello che vuole fare. E un po’ di follia da Giusy.


Puoi farci un ritratto personale di Simona Ventura?

Simona oltre che a rappresentare la gente, il “popolo”, penso che stia dimostrando di avere una competenza musicale, non tanto nei contenuti, ma su quale tipo di musica è giusta in un momento come questo. Lei non sbaglia la canzone, anche quando mi dà il cavallo di battaglia, l’inno generazionale. Lei ha sempre un occhio al pubblico, e questo per me è importante, perchè mi ha permesso di arrivare all’11a puntata non sbagliando mai. Questo programma cerca di tirare fuori una pop-star, quindi il termine popolare ci entra di diritto. Sono molto contento di lei, anche del rapporto che si è creato di puntata in puntata. Mi ha dimostrato fiducia e anche affetto.


Qual è stata l’eliminazione più immeritata?

Eliminazioni immeritate non ce ne siano state molte. Va anche un po’ a fortuna: ci va l’esibizione giusta, la canzone giusta. Mi dispiace che siano usciti i Sei Ottavi, anche se penso che abbiano fatto vedere ampiamente di cosa sono capaci. Se i Cluster fossero entrati all’inizio, avrebbero avuto vita lunga in questo programma. Sono stati un po’ penalizzati dal fatto di essere entrati due settimane fa.

Durante il percorso di X Factor, Emanuele è cambiato o c’era solo timidezza?

Penso di essere cambiato molto dall’inizio. Io sono timido, un po’. Poi sul palco forse non si vede per niente perchè noi molto timidi quando arriviamo sul palco poi esplodiamo. Tante volte mi maschero un po’ dietro una finta sicurezza, che non mi rende poi finto, è che devo fare così per sembrare più solido che posso altrimenti vengo mangiato.

Un rocker timido.

Penso che ce ne siano tanti così. Quando penso a Vasco Rossi, io me lo immagino così: sul palco un leone e fuori una persona timida e riservata. Nelle interviste appare come una persona molto fragile e la sensibilità del rock è anche quella cosa lì.

Ogni volta la canzone che ti assegano non sembra mai essere quella giusta. Se potessi scegliere tu, cosa canteresti?

Sicuramente una mia, perchè per quanto brutte siano, comunque sono quelle che sento di più. un’altra sarebbe “One” degli U2. Quello è il mio vero cavallo di battaglia, che non posso fare e non farò qua. E poi una canzone di un cantautore sconosciuto, giusto per me: Ryan Adams o qualsiasi cosa di Springsteen.


Qual è i il tuo rapporto con il web?

Il mio rapporto con il web prima di arrivare qua era difficile. In passato era ottimo, ero sempre attaccato al computer, pure troppo. Poi sono andato a vivere a Varazze, in un posto senza linea ad alta velocità. Internet è un bene per il mondo dell’informazione, a volte un male per la musica. Mi piace ancora il disco che si tocca, invece adesso gira sul web: si passa, si downloada e non si tocca più con mano.


Quanto ti manca suonare live sul palco?

Mi manca suonare la mia chitarra dal vivo. Qua è la terza puntata che ho cantato senza chitarra, e per me è stato un passo grosso.

E’ la tua protesi.

Sì, esatto, mi manca parecchio. Ho fatto tantissimi concerti e mi manca la relazione diretta con il pubblico. Quando ho cantato Ligabue ho fatto un po’ un gesto di buttarmi in mezzo alla gente ed è stato bello.


Lo studio di X Factor rende quindi difficile il rapporto con il pubblico?

No. Le prime volte le telecamere possono un po’ inibire, perchè ti senti davvero osservato. Dalla seconda puntata quando ti dimentichi o non guardi più la luce rossa della telecamera, diventi più spontaneo, è preferibile. Faccio finta che non sia un programma tv ma un concerto, con un pubblico di 300 persone, secondo me canti molto meglio.

Un bilancio dell’esperienza?

X Factor è una cosa che rifarei “piedi”. Quando siamo entrati, è un’opinione comune, eravamo un po’ spaventati. Io non volevo uscire come l’Emanuele che ha fatto X Factor e tenertelo addosso tutta la vita. Ora spero che lo dicano. Spero che dicano ‘Emanuele Dabbono, quello che ha fatto X Factor’. Ne vado fiero perchè è una realtà molto dignitosa per la musica. Non sappiamo come stia andando con gli ascolti, ma nemmeno ci poniamo il problema, perchè abbiamo visto che la musica viene trattata seriamente. Non c’è solo musica qua e lo sappiamo bene: c’è anche la tv. Ma sappiamo che il rispetto per la musica è tanto e non vedo l’ora di riuscire a cantare una canzone mia, sarebbe bellissimo arrivarci con gli Aram, Tony, Ilaria, quelli con cui siamo da tre mesi ormai.


Forse rispettano voi, ancor prima della musica.

Penso che sarebbe stato facile rendere di questo programma un Amici Bis, e questo non è successo. Mi farebbe piacere uscire di qua e che dicessero: forse questa è la fotografia di un Italia giovane e un po’ diversa che ama la musica, che tutti gli italiani amano. Che può dimostrare qualcosa di diverso. Ti accorgerai che non c’è competizione sul serio: a telecamere spente io vado dagli Aram, gli Aram e ci facciamo coraggio e il pubblico in sala non ci crede. Quando convivi tre mesi con qualcuno, ti ci affezioni. Con loro scriviamo canzoni, non siamo qua per farci dei trabocchetti. C’è un bel clima, è un esperienza davvero arricchente.

Com è il tuo rapporto con le telecamere?

All’inizio è stato un po’ critico il rapporto con le telecamere. Mi irrigidivo tantissimo, poi smettevo di parlare, adesso ci siamo abituati, specie in casa. Ovvio che se a fine puntata vedo la mia ragazza 5 minuti, io ci provo, chiedo “time out”. mi sembra che alcune cose private debbano rimanere tue e dell’altra persona è basta e chi cerca di fare musica è più interessante quando cerca di mantenere un po’ di mistero. tra una mano aperta e una mano chiusa, la gente sceglie quella chiusa per scoprire cosa c’è dentro. Regalare tutto non è rispettoso per l’artista, ma non credo faccia bene nemmeno al pubblico, toglie ogni immaginazione.

sabato 10 maggio 2008

Intervista ai Sei Ottavi

Siete tornati a casa a un passo dalla finale . . . come vi siete sentiti?

L' impressione e' di essere stati messi un po' alla porta, ma e' solo un' impressione. Comunque siamo contentissimi del percorso che abbiamo affrontato, sia musicale che umano, e le canzoni portate all' ultimo scontro sono state per noi le migliori.

Ve l' aspettavate cosi' quest' avventura?

No, soprattutto perche' non ci siamo mai sentiti personaggi molto televisivi. Infatti, abbiamo modificato la nostra idea durante il programma, man mano che ci vedevamo avanzare. Mai avremmo pensato di arrivare alla nona puntata!

Cos' e' stato per voi X FACTOR?

Un' ottima esperienza professionale perche' abbiamo lavorato davvero con gente eccezionale e sicuramente una notevole vetrina per renderci visibili all' Italia.

Con chi degli altri TALENT avete piu' legato?

Sicuramente con Annalisa, soprattutto dopo l' uscita di Dante, ma nel loft andavamo davvero tutti molto d' accordo e ci si dava una mano l' un l' altro anche dal punto di vista musicale.

La piu' grande difficolta' che avete dovuto affrontare?

La piu' evidente e' stata una difficolta' tecnica: l' audio in studio quasi sempre cambiava e per noi era veramente un gran problema.

Qual e' il piu' bel ricordo di X FACTOR?

Ce ne sono stati molti, ma forse quelli che piu' ci hanno colpito sono stati l' incontro con Giorgia e l' invito al Blue Note.

Cosa cambiereste della vostra esperienza di X FACTOR?

Non cambieremmo nulla anche perche' ogni decisione e' stata presa insieme e ogni sbaglio lo abbiamo preso come insegnamento . . . ci hanno fatto crescere!

Come e' stato il vostro rapporto con Morgan?

Morgan e' geniale, colto, profondo . . . un musicista al 100% . Anche se c' e' stato da subito un rapporto di grande stima, la sua presenza era davvero ambigua, era poco presente. Su tutte le dritte che ci dava, pero' , dobbiamo ammettere che non ne sbagliava una!

Come e' stato il vostro rapporto con Gaudi ?

Un grandissimo musicista anche lui. Spesso era presente e molto caloroso e lui stesso diceva di non essere un vocal coach, ma un musicista molto sensibile . . . e difatti lo era! Dopo aver impostato la struttura del brano ce lo ritoccava e i suoi ritocchi erano sempre magici!

Continuerete a seguire il programma?

Certo . . . per quale motivo non dovremmo? Dopo tutto, siamo stati i " fondatori " del programma

Chi pensate che sara' il vincitore di X FACTOR?

Sicuramente o Tony o Ilaria.

Pensate di possedere l' X FACTOR?

Lasciamo giudicare gli altri . . . guardate le nostre esibizioni!

I vostri progetti per il futuro?

Cercare di organizzare un tour italiano per i teatri e al piu' presto incidere un disco.

sabato 26 aprile 2008

Intervista a... Gino

ei tornato a casa . . . come ti sei sentito?

Una meraviglia. All' aeroporto c' erano un sacco di persone ad accogliermi, hanno organizzato una festa e ho firmato tanti autografi.

Te l' aspettavi cosi' quest' avventura?

E' stata una sensazione nuova anche perche' non conoscevo questo mondo.

Cos' e' stato per te X FACTOR?

Una delle esperienze piu' vissute e piu' belle della mia vita, sia artistica che personale.

Con chi degli altri TALENT hai piu' legato?

Con tutti e, in particolare, con Emanuele.

La piu' grande difficolta' che hai dovuto affrontare?

L' approccio iniziale con il programma, entrare in una nuova mentalita'.

Qual e' il piu' bel ricordo di X FACTOR?

Ogni momento passato in trasmissione, sia nel loft che in studio.

Cosa cambieresti della tua esperienza di X FACTOR?

Quasi niente, perche' sono molto soddisfatto di quello che ho fatto.

Come e' stato il tuo rapporto con Simona?

Bellissimo. La ringraziero' sempre per avermi dato questa opportunita' . Ho conosciuto una grande persona, sia dal lato artistico che umano.

Come e' stato il tuo rapporto con Michele ?

Ci capivamo al volo, ci si poteva discutere.

Continuerai a seguire il programma?

Assolutamente si!

Chi pensi che sara' il vincitore di X FACTOR?

ARAM Quartet.

Pensi di possedere l' X FACTOR?

Assolutamente si!

I tuoi progetti per il futuro?

Spero che questa esperienza mi apra nuove porte in campo musicale.

giovedì 10 aprile 2008

Michele Fischietti... l'intervista di Musicalnews

X- Factor, dopo i clamorosi successi riscontrati all'estero, è finalmente sbarcato anche in Italia.
Abbiamo incontrato a tal proposito Michele Fischietti che riveste il ruolo di vocal coach per la squadra capitanata da Simona Ventura.
Michele... X-Factor, ricordiamolo, è un format che ha già ottenuto enormi consensi sia di critica sia di pubblico in molti altri paesi europei ( e non solo).Credi che stia succedendo o che possa succedere la stessa cosa anche qui in Italia?
Spero tanto di si, il format è molto bello e i talenti ci sono.
Tu sei il personal coach di Simona Ventura, pigmaliona della categoria dei cantanti dai venticinque anni insù.Come ti trovi a lavorare con la Simo nazionale?
Mi trovo bene. La forza di noi due è che facciamo due lavori diversi, lei giudica un cantante di "cuore e di pancia" come dice lei, oltre a dargli consigli d'immagine , e io vado a vedere anche l' aspetto più tecnico-musicale, che è il mio lavoro.
L' unione dei nostri due talenti ha fatto si di creare una squadra veramente forte!
Con quale criterio hai scelto assieme a lei i partecipanti?
Devono cantare bene, interpretare bene, avere una buona immagine, avere carisma e personalità.
Veniamo ora alla scelta dei pezzi che i ragazzi eseguono durante la trasmissione: su che cosa si basa la tua scelta?
Su quello che secondo me può tirare fuori il meglio delle loro capacità vocali ed interpretative.
Michele sei considerato attualmente il migliore insegnante di canto in Italia. Ma facciamo ora un passo indietro nel tempo ripercorrendo la tua carriera...Come ti sei avvicinato alla Musica?
Tutta colpa di Fabrizio Ghilardi e Pat Metheny ! Il primo è il ragazzo che mi fece innamorare della chitarra semplicemente vedendolo suonare. Pat è invece colui che mi ha fatto innamorare della musica Jazz improvvisata, e quindi dopo di conseguenza della musica nera e di tutto quello che ne consegue.
Fondamentale tuttavia è stato il tuo incontro con Seth Riggs, l'insegnante vocale delle più grandi super star musicali a livello internazionale come, per esempio, Barbara Streisand , Michael Jackson, Stevie Wonder e Natalie Colie...
Seth è stato l' unico al mondo che ha creduto in me davvero.Ha visto il mio talento e mi ha dato un lavoro sul quale costruire la mia carriera. Non finirò mai di ringraziarlo!
Vuoi spiegare in che cosa consiste la tua particolare tecnica vocale di insegnamento?
Si basa sul bilanciare i passaggi di registro a livello parlato, e cioè costruire una voce solida dal registro basso al registro acuto e acutissimo senza che si rompa, o si sforzi, o che suoni innaturale. Insomma si basa sui veri prinicipi del bel canto italiano. E proprio perchè è pura tecnica vocale, può essere applicata a qualsiasi genere musicale, dal pop all' opera.
Attualmente, X- Factor a parte, con quali artisti stai lavorando come coach di canto?
Pacifico, che ha appena firmato per la Sugar di Caterina Caselli, e che sta preparando il nuovo album. Dovrebbe arrivare anche Niccolò Agliardi a breve.
Tuttavia Michele tu non solo sei un eccellente insegnante di canto ma anche un ottimo compositore e produttore...Vuoi illuminarci meglio al riguardo?
Scrivo canzoni (testo e musica) per artisti famosi e non ("Ancora Amore" di Francesco Facchinetti e "Non ci aspettiamo più" di Niccolò Agliardi sono gli ultimi due brani editi che ho piazzato nei loro ultimi dischi). Sottolineo che scrivo anche per quelli non famosi.
E ora che cosa dobbiamo aspettarci ancora da Michele Fischietti?
Che se ne vada a dormire perché deve recuperare ventitrè ore di sonno!
E poi, quando si sveglia, che riprenda a fare quello che sa fare meglio: suonare.

Musicalnews

giovedì 3 aprile 2008

Le nostre interviste ESCLUSIVE... ai 4 Sound!!!

Dopo avervi anticipato l'intervista a Michele Fischietti... anche i 4 Sound si sono resi disponibili per una intervista ESCLUSIVA!!!... Potrete essere voi i protagonisti dell'intervista...
Scrivete a giulio-p-93@hotmail.it
Oppure lasciate un commento in questo post... per tutte le curiosità, domande e qualunque altra cosa che volete sapere sui 4 Sound!!!

mercoledì 2 aprile 2008

In questo blog... INTERVISTE ESCLUSIVE!!!

In questo blog...fra pochi giorni posterò un intervista ESCLUSIVA solo per questo blog al vocal coach della categoria 25+... Michele Fischietti!!!

Avete curiosita, domande, critiche, complimenti da fargli??? Postetele qui tra i commenti... io gliele farò per voi!!! :-)

L'intervista a breve on line!!!

sabato 29 marzo 2008

Intervista agli... FM

Siete tornati a casa . . . come vi siete sentiti?
Un po' tristi e' normale . . . non avere l' opportunita' di salire piu' su quel palco e cantare li' davanti a tutti ci manca di gia' . C' e' una magia li sopra e' indescrivibile.
Ve l' aspettavate cosi' quest' avventura?
No perche' la nostra storia come ormai sanno tutti e' diversa dalle altre. Ci siamo conosciuti ai provini e poi e' iniziata la nostra avventura insieme. Non ce l' aspettavamo cosi' .
Cos' e' stato per voi X FACTOR?
Un premio per l' impegno dedicato alla musica, un dono.
Con chi degli altri TALENT avete piu' legato?
Particolarmente con Tony, Ilaria e gli Aram, ma avevamo un bel rapporto con tutti.
La piu' grande difficolta' che avete dovuto affrontare?
La difficolta' maggiore e' stata unire sei voci completamente diverse e formare un gruppo.
Qual e' il piu' bel ricordo di X FACTOR?
Sicuramente le esibizioni e l' ultima in particolare. Sul palco si sentiva che il nostro progetto stava nascendo. Mentre ci siamo esibiti abbiamo capito che saremmo usciti a testa alta!
Cosa cambiereste della vostra esperienza di X FACTOR?
Nulla. Nonostante gli alti e bassi.
Continuerete a seguire il programma?
Sicuramente!
Chi pensate che sara' il vincitore di X FACTOR?
Tony.
Pensate di possedere l' X FACTOR?
Certamente.
I vostri progetti per il futuro?
Sicuramente continuare a cantare, poi si vedra' .
Come e' stato il vostro rapporto con Morgan?
Ottimo, quasi senza parole. Ha un' estrema umanita' ed e' una persona fragile.
Come e' stato il vostro rapporto con Gaudi?
Bellissimo, sia lui che Morgan ci hanno insegnato tanto a livello umano. Ci siamo trovati subito bene con entrambi e abbiamo sentito che loro erano particolarmente affezionati a noi. Siamo stati la loro sfida.